L’Accademia Carrara è l’unico museo italiano composto da lasciti di importanti collezionisti privati. Fu istituita a Bergamo, nel 1794, come complesso unico di Pinacoteca e Scuola di Pittura, per iniziativa del patrizio bergamasco Giacomo Carrara (1714 – 1796), che avviò la costruzione dell’edificio destinato a ospitare la sua ricchissima raccolta di dipinti. Il conte Carrara si preoccupò anche del futuro sostegno dell’Accademia destinandole, per volontà testamentaria, ogni suo avere. Alla sua morte la gestione dell’Accademia Carrara passò alla Commissarìa, composta di membri delle famiglie aristocratiche bergamasche.

 

 

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Nel tempo il patrimonio dell’Accademia è cresciuto in modo straordinario, per numero e qualità delle opere. Sulla collezione Carrara si innestano infatti negli anni successivi le donazioni del conte Guglielmo Lochis (1789-1859), amministratore, politico e collezionista, quella del conoisseur e senatore del Regno d’Italia Giovanni Morelli (1816-1891), uno dei padri fondatori della moderna storia dell’arte, e infine la collezione di sculture di Federico Zeri (1921-1998), sommo conoscitore dell’arte italiana.

Accanto alle donazioni maggiori è pervenuta negli anni una fittissima costellazione di oltre duecento preziosi lasciti che hanno via via arricchito il patrimonio della Carrara, che assomma ora a 1.800 dipinti, ampliandone l’arco cronologico e le vocazioni.

Da museo dedicato alla pittura del Rinascimento – con i grandi capolavori di Pisanello, Mantegna, Bellini, Botticelli, Raffaello, Lotto, Moroni – la storia dell’Accademia Carrara l’ha portata ad essere un museo d’arte tout-court, con un’ampia rappresentanza di generi pittorici del Sei, Sette e Ottocento, una significativa raccolta di disegni e stampe e preziosi nuclei di arti decorative, dai ventagli alle porcellane, dai bronzetti alle medaglie.

 

Il palazzo che ospita le raccolte fu completato nel 1810 su progetto dell’archietto Simone Elia; inglobava nella nuova costruzione il piccolo edificio che aveva ospitato la Scuola di Pittura dai tempi di Giacomo Carrara. Per tutto l’Ottocento il complesso di Museo e Scuola rimase unito. Solo all’inizio del Novecento venne realizzata una nuova ala, nel giardino retrostante, destinata ad ospitare la Scuola di Pittura. Dal punto di vista architettonico l’edificio storico rimane, per tutta la parte principale, sostanzialmente immutato sino ai giorni nostri.

La Pinacoteca fu nel tempo oggetto di diversi riallestimenti. Tra i più significativi quello del 1881 (di Carlo Lochis e Francesco Baglioni), i due del 1912 e del 1930 (entrambi condotti da Corrado Ricci), e quello del 1955 a cura di Gian Alberto Dell’Acqua, Fernanda Wittgens e Franco Russoli.

 

Nel frattempo, per l’indiscussa rilevanza delle sue raccolte e, al tempo stesso, per potere garantire all’istituzione la continuità necessaria nel rispetto della sua identità e storia, a partire dal 1958 il Comune di Bergamo subentra nella titolarità dell’Accademia Carrara e la pinacoteca diventa a tutti gli effetti un museo civico.

Nel 2008 il museo chiude per i necessari lavori di restauro e adeguamento impiantistico. Accanto ai lavori sull’edificio si accompagna un nuovo ordinamento dei dipinti. Il museo viene inaugurato il 23 aprile del 2015.