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Bembo Bonifacio, notizie 1444-1477; Cicognara Antonio (notizie 1480-1516); Bembo Ambrogio, notizie 1450-1482 (?)

Ventuno carte da gioco e due carte da tarocchi (Imperatore, Giustizia); Tre carte da tarocchi (Stella, Luna, Mondo)

1455 - 1460
N. Inventario
06AC00889/01-26
Tipo di oggetto
carte da tarocchi
Tecnica
pittura a tempera
Dimensioni
87.0 x 176.0 mm
Posizione
Deposito 5 Piano - Area B
Stato
Non esposto
Collezione
Collezione Francesco Baglioni

Descrizione dell'opera

Nelle corti rinascimentali il gioco dei tarocchi era molto diffuso. Non conosciamo le regole, ma sappiamo che un mazzo era composto da 56 carte ripartite in quattro serie di semi e da 22 carte illustrate, anticamente dette Trionfi. Il mazzo, diviso fra l’Accademia Carrara, la Morgan Library di New York e una raccolta privata, fu eseguito da Bonifacio Bembo, forse con la collaborazione del fratello Ambrogio, mentre Cicognara intervenne in un secondo momento per integrare l’insieme con tre carte mancanti.

Il mazzo originario presenta l'inserimento dei trionfi rappresentanti Stella, Luna, Mondo (Accademia Carrara), Sole Fortezza, temperanza (The Piermont Morgan Library di New York), eseguiti intorno al 1480 dal pittore cremonese Antonio Cicognara, come integrazione di carte perdute. Il mazzo è attualmente smembrato in tra diverse collezioni: l'Accademia Carrara di Bergamo (26 carte di cui 5 trionfi e 7 carte figurate), la Pierpont Morgan Library di New York (35 carte di cui 15 trionfi e 8 carte figurate) e una collezione privata di Bergamo (13 carte numerali). Alla completezza del mazzo originario mancano solo il Diavolo, la Torre, il tre di spade e il cavallo di denari. Attraverso due precedenti lasciti testamentari (prima del canonico conte Ambiveri e poi della famiglia Donati) le carte pervennero al conte Alessandro Colleoni. Questi patteggio con il conte Francesco Baglioni ventisei carte del mazzo da lui posseduto, in cambio di alcuni dipinti. Quando il conte Baglioni morì, nel 1900, le ventisei carte di sua proprietà furono lasciate insieme al resto della sua collezione all'Accademia Carrara. Sulle carte si ripete spesso il motivo del sole raggiante. Compaiono poi molte altre imprese adottate sia dai Visconti che dagli Sforza, come la colomba, la corona con l'alloro e la palma, e l'impresa, adottata esclusivamente da Francesco Sforza, dei tre anelli incrociati. Fu Roberto Longhi ad attribuire il mazzo a Bonifacio Bembo con largo seguito della critica. Nel 1981 l'Algeri torna a riconoscervi la mano di Francesco Zavattari. Più recentemente l'attribuzione alla bottega di Bonifacio Bembo è stata confortata dal ritrovamento di alcuni documenti attraverso i quali è possibile attribuire con certezza opere molto prossime ai tarocchi.

Bibliografia
  • “Mongeri G./ D'Adda G., L'arte del minio nel Ducato di Milano, Archivio Storico Lombardo, 1885” p. 546
  • “Frizzoni G., L'arte in Bergamo e l'Accademia Carrara, (Bergamo: 1897)”
  • “Parravicino E., Three packs of Italian tarocco cards, The Burlington Magazine, 1903” p. 237
  • “Venturi A., La pittura del Quattrocento, Storia dell'arte italiana, 1911” p. 278
  • “Toesca P., La pittura e la miniatura nella Lombardia: dai piu antichi monumenti alla meta del Quattrocento, (Milano: 1912)” p. 526/7
  • “Longhi R., "Me pinxit": la restituzione di un trittico d'arte cremonese circa il 1460 (Bonifacio Bembo), Pinacotheca, 1918” p. 86
  • “Marle van R., The development of the italian Schools of Painting, (The Hague: 1926)” p. 174
  • “Salmi M., Intorno al Cicognara, Bollettino d'Arte, 1926” p. 223
  • “Malaguzzi Valeri F., La corte di Ludovico il Moro. La vita privata e l'arte a Milano nella seco nda meta del Quattrocento, (Milano: 1929)” p. 526
  • “Ricci C., Accademia Carrara in Bergamo. Elenco dei quadri, (Bergamo: 1930)” p. 22
  • “D'Ancona P., Carte da gioco italiane, Emporium, 1932” pp. 92-93
  • “Morassi A., Itinerari dei Musei e Monumenti d'Italia. La Galleria dell'Accademia Carra ra in Bergamo, (Roma: 1934)” p. 6
  • “Berenson B., Pitture italiane del Rinascimento, (Milano: 1936)” p. 124
  • “Rasmo N., Il Codice Palatino 556 e le sue illustrazioni, Rivista d'arte, 1939” p. 258/60
  • “Baroni C./ Dell'Acqua G. A., Kunstschatze der Lombardei, (Zurich: 1948)” n. 224
  • “Bottari S., I "Tarocchi" di Castello Ursino e l¿origine di Bonifacio Bembo, Emporium, 1951” pp. 113 e segg.
  • “Brizio A. M., La moda in cinque secoli di pittura, (Torino: 1951)” p. 23
  • “Baroni C./ Samek Ludovici S., La pittura lombarda del Quattrocento, (Messina-Firenze: 1952)” p. 93
  • “Mostra storica nazionale della miniatura, (Firenze: 1953)” n. 288
  • “Salmi M., Nota su Bonifacio Bembo, Commentari, 1953” p. 8
  • “Ottino Della Chiesa A., Accademia Carrara, (Bergamo: 1955)” p. 67/9
  • “Salmi M., La miniatura italiana, (Milano: 1955)” p. 383
  • “Arte lombarda dai Visconti agli Sforza, (Milano: 1958)” pp. 84-85
  • “Ottino Della Chiesa A., Galleria della Accademia Carrara. Bergamo, (Milano: 1966)” p. 70
  • “Russoli F., Accademia Carrara: galleria di belle arti in Bergamo: catalogo ufficiale, (Bergamo: 1967)” p. 24
  • “La Raccolta Baglioni, (Bergamo: 1976)” pp. 38-45
  • “Bandera S., Persistenze tardogotiche a Cremona: Frate Nebridio e altri episodi, Paragone, 1977” p. 39
  • “Dell'Acqua G. A., I Visconti, (Milano: 1977)” p. 213
  • “Algeri G., Gli Zavattari. Una famiglia di pittori e la cultura tardogotica in Lombard ia, (Roma: 1981)” pp. 67-68
  • “Mulazzani G., I Tarocchi vescontei e Bonifacio Bembo. Il mazzo di Yale, (Milano: 1981)” p. 95
  • “Italian Manuscript Painting 1300-1550, (New York: 1984)” pp. 1-2
  • “Dummett M., The Visconti-Sforza Tarot Cards, (New York: 1986)” pp. 1-5
  • “Bandera S., Bonifacio Bembo. Tarocchi viscontei della Pinacoteca di Brera, (Milano: 1991)” pp. 33-35
  • “Dachs M., Antonio Cicognara als "Restaurator". Die Uberarbeitung der Colleoni-Tarocc hi aus dem Atelier der Cremoneses Malerfamilie Bembo, Pantheon, 1992”
  • “I tarocchi: il caso e la fortuna. Bonifacio Bembo e la cultura cortese tar dogotica, (Milano: 1999)” pp. 64-94
  • “AA VV, Accademia Carrara Bergamo. Dipinti italiani del Trecento e del Quattrocento., (Milano: Officina Libraria 2018)” pp. 124-132, n. II.7 (scheda di S. Girelli)
Mostre
  • “Kunstschatze der Lombardei”
    Zurigo, Kunsthaus
    1948 - 1949
  • “La moda in cinque secoli di pittura”
    Torino, Palazzo Madama
    1951
  • “Mostra nazionale del libro miniato”
    Roma, Palazzo Venezia
    1953
  • “Arte lombarda dai Visconti agli Sforza”
    Milano, Palazzo Reale
    1958
  • “Mostra storica delle arti grafiche”
    Milano, Museo della Scienza e della Tecnica
    1959
  • “L'arte europea intorno al 1400”
    Vienna, Kunsthistorisches Museum
    1962
  • “La raccolta Baglioni”
    Bergamo, Accademia Carrara
    1976
  • “Il Rinascimento in Italia. La civiltà delle corti”
    Tokio, Museum of Western Art
    2001
  • “Il Rinascimento in Italia. La civiltà delle corti”
    Roma, Scuderie del Quirinale
    2001 - 2002
  • “Sigismundus rex et imperator”
    Budapest, Museum of Fine Arts
    2006
  • “Sigismundus rex et imperator”
    Lussemburgo, Musée national d'Hist. e d'Art
    2006