Presentazione del libro “Cassoni. Pittura profana del rinascimento a Verona” di Mattia Vinco, Milano, Officina Libraria, 2018

Relatori: Davide Gasparotto, Cristina Rodeschini, Mattia Vinco

Nel 1915 usciva la prima edizione del monumentale repertorio di Paul Schubring, Cassoni. Truhen und Truhenbilder der italienischen Frührenaissance. Ein Beitrag zur Profanmalerei im Quattrocento. Si trattava del più ampio censimento dei «cassoni» italiani, ovvero dei cofani nuziali, delle spalliere e dei pannelli da studiolo che decoravano le dimore italiane del Rinascimento.

Lo studioso tedesco sottolineava il ruolo giocato da Verona nella produzione di questi dipinti, caratterizzati da iconografie assai originali e insolite, tratte dalla storia romana e dalla mitologia greca.

Il catalogo di Schubring, composto da circa 70 numeri, viene qui riesaminato e raddoppiato, gettando nuova luce sul Rinascimento veronese. Verona emerge così per la sua eccezionale importanza in questa produzione, che la vede seconda solo a Firenze. Pur priva di una corte, la città scaligera appare in questo modo non più centro minore e subalterno, ma luogo inaspettatamente innovativo in un genere pittorico poco praticato nel panorama padano rinascimentale.

 

 

Davide Gasparotto

Davide Gasparotto, si è formato all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore. Direttore della Fondazione Piero della Francesca di Sansepolcro dal 1996 al 1998, dal 1999 ha lavorato per dodici anni alla Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici di Parma e Piacenza, occupandosi in particolare di tutela nella provincia di Piacenza e partecipando a mostre di rilievo organizzate nella Galleria Nazionale di Parma (Parmigianino 2003; Correggio 2008). Dal settembre 2012 all’ottobre 2014 è stato direttore della Galleria Estense di Modena. Attualmente è Senior Curator and Head of the Paintings Department presso il J. Paul Getty Museum di Los Angeles. E’ stato fellow al Warburg Institute di Londra (1999), al Center for Advanced Study in the Visual Arts della National Gallery di Washington (2007) e al Metropolitan Museum of Art di New York (2011-12). Ha curato numerose mostre, come Bonacolsi l’Antico. Uno scultore nella Mantova di Andrea Mantegna e di Isabella d’Este (Mantova, Palazzo Ducale, 2008, con Filippo Trevisani), Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento (Padova, Palazzo del Monte di Pietà, 2013, con Guido Beltramini e Adolfo Tura), Portable Classic (Venezia, Fondazione Prada, 2015, con Salvatore Settis), Aldo Manuzio. Il Rinascimento di Venezia (Venezia, Galleria dell’Accademia, 2016, con Guido Beltramini e Giulio Manieri Elia), Giovanni Bellini. Landscapes of Faith in Renaissance Venice (J. Paul Getty Museum, Los Angeles, 2017), Pontormo: Miraculous Encounters (Gallerie degli Uffizi, Firenze; J. Pierpont Morgan Library, New York; J. Paul Getty Museum, Los Angeles, 2017-18, con Bruce Edelstein). I suoi interessi di ricerca sono prevalentemente orientati sull’arte del Rinascimento italiano e sull’eredità dell’antico nella cultura dell’Europa moderna.

 

Mattia Vinco

Mattia Vinco si è laureato in filosofia estetica presso l’Università degli Studi di Verona con una tesi sull’Atlante Mnemosyne di Aby Warburg. Sì è specializzato in storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Udine (2005), ha studiato presso la Fondazione di Studi di Storia dell’arte Roberto Longhi di Firenze (2007-2008) e ha ottenuto il dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi di Padova  (2012).

Nel 2006 è risultato vincitore di una borsa di studio ARGE Alpen-Adria presso la Karl-Franzens Universitaet di Graz e nel 2016-2017  è stato ospitato come Andrew W. Mellon senior research fellow dal dipartimento di pittura europea del Metropolitan Museum of Art di New York. Si è occupato principalmente di arte del Rinascimento veneto, pubblicando le sue ricerche in numerose riviste e cataloghi di mostre italiani ed internazionali.

Venerdì 27 settembre

ore 17.30

Sala 18